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I Libri che Vorrei “Il gusto proibito dello zenzero” di Jamie Ford

Questo è un romanzo complesso, scritto con un linguaggio dolce e delicato come la storia che racconta, un amore tutto orientale nato in una terra “straniera”, l’America dove i personaggi vivono da molte generazioni. Racconta un lato oscuro dell’America durante la Seconda Guerra Mondiale, che non è stato solamente Hitler come noi europei siamo stati portati a credere, tutte le nazioni hanno i loro dittatori e i loro cadaveri.

La struttura del romanzo è fondamentale: si alternano capitoli tra il presente e i ricordi di Henry. Il romanzo inizia quando l’Hotel Panama viene riaperto e in esso vengono ritrovati tutti i tesori che le famiglie giapponesi avevano nascosto prima di essere portati nei “campi di ricollocamento” e lì Henry spera di ritrovare un vecchio disco, così scoppiano ed esplodono tutti i ricordi della sua infanzia.

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Henry è un bambino cinese che vive in America e per volontà del padre frequenta una scuola per soli bianchi dove fa fatica a socializzare, anche i bambini sanno essere razzisti.. La sua situazione migliora con l’arrivo di Keiko, una bambina giapponese nata e cresciuta in America proprio come Henry. E’ una storia d’amore con sentimenti semplici e puri di due bambini che crescono in un attimo, che si amano nonostante le differenze sociali e che si ricorderanno per sempre, anche dopo il “rastrellamento” dei giapponesi dai loro quartieri a Seattle.

Henry è anche un cinquantenne, un uomo corretto e fedele alle promesse fatte, un uomo che ha deciso di essere una persona affidabile e di dedicarsi alla propria moglie senza lasciarsi prendere dai ricordi dell’amore della giovinezza. E’ un padreche ha un rapporto difficile col figlio e che ha avuto un rapporto difficile con i genitori, provenienti dalla forte gerarchia cinese.

Semplicemente questo libro mi ha fatto fare un passo in avanti verso la “verità”, me l’ha fatta perfezionare, sono gli uomini a scrivere la Storia? No, sono i vincitori a scriverla. Qui in Italia il fenomeno della segregazione dei giapponesi durante la seconda guerra mondiale non è citato in nessun libro di storia, neanche in un trafiletto: perché nasconderlo?

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DanielaV

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Questa recensione fa parte della rubrica settimanale “I Libri che Vorrei” in collaborazione con Robin del blog “Stop Thinking, Let’s Cook“.

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Sono Daniela, 20 anni, adoro dare idee e trovare ispirazione nella lettura, ormai mia compagna fidata, riposo della mente e viaggio del cuore. Mi piace moltissimo cucinare: con un buon dolce o una buona pasta coi pomodorini si risolve tutto! Appassionata del fitness e della fotografia. Sono un po' tutto e un po' niente, vorrei avere qualche ora in più al giorno.

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