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I Libri che Vorrei “Venivamo tutte dal mare” di Otsuka Julie

Un racconto interessante, nuovo, di cui avevamo probabilmente bisogno. Il tema è praticamente sconosciuto, soprattutto in Italia: donne giapponesi che prima, durante e dopo la Secondo Guerra Mondiale hanno attraversato l’oceano, promesse in spose a mariti visti soltanto in fotografia.

Fotografie, tra l’altro, quasi mai veritiere: parole scritte da terzi, immagini truccate da un fotografo, promesse e rassicurazioni completamente infondate.

Il romanzo non ha una vera e propria trama, né una protagonista. Le vicende sono raccontate come un tutto indistinguibile, un unico destino a cui nessuna delle donne riesce a sottrarsi.
Singoli nomi ed eventi emergono dal gruppo, ma senza delineare personaggi specifici.

Seguiamo le avventure delle donne esattamente dal principio della loro avventura, ovvero la nave, il viaggio che le strappa dal proprio mondo per gettarle in uno nuovo, completamente diverso, di uomini alti, bianchi e rumorosi. Ancora prima di arrivare sanno che tornare indietro non sarà possibile: il prezzo (derisione, disonore, nubilato) sarebbe troppo alto.
L’impatto è traumatico. I sogni infranti, le speranze disilluse, l’amore per i loro mariti in fotografia sfumato. I lavori che le aspettano sono inferiori a quelli che avevano in Giappone: cameriere, contadine, prostitute, al massimo operaie. thebudda

Questo libro mi ha aperto gli occhi su un fenomeno di cui non sapevo praticamente nulla. Con una scrittura rapida e pungente la Otsuka riesce a toccare tutti i punti critici della sua storia senza farli risultare tediosi: il razzismo e la diffidenza degli americani verso i nuovi arrivati (esacerbato poi dall’arrivo della Guerra), il maschilismo tipico della cultura nipponica rinvigorito dalla lontananza dalla patria, l’impossibilità delle donne di chiedere aiuto, di scappare, o anche solo di trovare un confidente in una terra tanto ostile.
Ma anche lo stupore per un mondo così differente e moderno, l’invidia per una cultura più liberale e, in qualche caso, l’abbattimento di ogni barriera culturale e linguistica e il raggiungimento di un contatto, di uno scambio, magari perfino di un’amicizia.

Unica pecca del romanzo è forse l’esasperazione dello stile corale e impersonale che dopo un po’ risulta pesante, ma grazie ai contenuti interessanti e all’apprezzabile brevità del romanzo è un difetto decisamente trascurabile.

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-Robin-

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Questa recensione fa parte della rubrica settimanale “I Libri che Vorrei” in collaborazione con Robin del blog “Stop Thinking, Let’s Cook“. La ricetta di oggi sono dei dolcissimi “biscottini al miele“, andate sul blog per guardarla! :)

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xoxo DanielaV

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Sono Daniela, 20 anni, adoro dare idee e trovare ispirazione nella lettura, ormai mia compagna fidata, riposo della mente e viaggio del cuore. Mi piace moltissimo cucinare: con un buon dolce o una buona pasta coi pomodorini si risolve tutto! Appassionata del fitness e della fotografia. Sono un po' tutto e un po' niente, vorrei avere qualche ora in più al giorno.

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